1 Fashion luna park
Il grande circo della moda. Donne-pin up, glitter, colori show.
2 Dress-Toys
Sculture-giocattolo di ferro, di legno, di acciaio dipinto, di acciaio cor-ten, anche da esterno
3 Dress-Totem
Abiti totemici, semplificati, deificati. Forme primitive. Acciaio, ferro, ghisa.
4 Paintings
Tele monocromatiche, multicolori, soggetti diversi, dress-totem e abiti essenzializzati
5 White Totem
Totem, sculture, abiti ingigantiti , solo bianchi
6 Gold
Bassorilievi e sculture in foglia d'oro o bronzo dorato. Abiti come preziosi idoli pagani.
7 Dress-Memory
Archeologia della moda. Tracce d'abito fissate nella materia. Bassorilievi bianchi, in gesso o resina
8 Ghost
Grandi sculture in resina madreperlata e catalizzata. Abiti senza corpo.
9 Faces
Ritratti di donna, volti come disegnati da un bambino. Bassorilievi che si modificano con la luce.
10 Dolls
“Puffe” in colori fluo’. Bambole di resina bianca accartocciata. Una divertita immagine di ingenua femminilità.
11 Flowers
Fiori. Bianchi o "vestiti" di colori. Da appendere o da mettere in giardino

12 Marshmallows
Bassorilievi-scultura infantili nei colori dei marshmallows americani.
13 Icons
La realtà e l'immaginazione. Le icone della contemporaneità in opere digital art.
14 Burqa
Digital-art, bassorilievi e copertine immaginarie delle grandi testate d'opinione.
15 BlackCode / DressCode
Capitolo "nero", donne seriali, impronte d'abito, il colore feticcio della moda. Altorilievi, sculture, dipinti.
16 Skyscrapers
Digital art. Opere dipinte con il mouse. Grattacieli modificati, moltiplicati, colorati, emblema di un tessuto urbano che non ha più limiti.
17 Nuovo Sacro
Tra consacrazione e dissacrazione: angeli con il volto di Monica Bellucci, paradisi new-age, cristi alla Warhol, santi protettori con la faccia dei goleador.
18 Golead'or
Super Mario Balotelli, il “diavolo” di cui tutti parlano, e poi gli altri miti del calcio, sono diventati icone contemporanee...
<   >
Non debba stupire la nuova visione dell’abito contemporaneo, abituale terreno di indagine e sperimentazione, di Flavio Lucchini. Oggi sono burqa e niqab, dopo gli anni della plasticità haute couture, dell’allegria del teen-dress, della magia dell’oro, di tutti i desiderabilia della modernità che lui ha trasferito dalle pagine patinate dei suoi giornali alla persistenza e all’emozione dell’arte.
Queste donne velate, donne-oggetto molto più di quelle rivestite come bambole dagli stilisti, sono oggi l’immagine più controversa della femminilità, il simbolo di un passato che non svanisce, anzi ritorna imperioso e sembra addirittura segnare un percorso per il domani.

“I miei Burqa sono i fantasmi di un passato che vive ancora oggi e sembra non progredire mai”: Flavio Lucchini le osserva, queste donne misteriose, che anche sotto le fitte coltri azzurre o nere, apparentemente tutte uguali, non perdono invece la loro individualità, il loro essere donne, celate e negate, che rivelano comunque una sensibilità al dettaglio e una irrinunciabile vanità. Le figure nere, eleganti, sembrano posare come su un set di Vogue, i burqa più inquietanti diventano copertine impossibili (o forse possibili?) di testate di opinione, ritratti d’autore o l’ultima proposta di una grande griffe della moda. Un paradosso, certo, che tra le proibizioni dei Sarkozy e l’inarrestabile islamizzazione di molti quartieri delle nostre città, sottolinea profondi turbamenti e cambiamenti sociali.
Il mondo si è fatto piccolo. In un modo o nell’altro quei veli ci inquietano, ci interrogano.
Ancora una volta l’abito fa la differenza.


SUPERSTUDIO GROUP SRL - P.I./C.F. 07030370154 WEBSITE CREATED BY STUDIOB16