TOYS. OGGETTI E ARREDI LUDICI IN DIALOGO CON L'ARTE
Una selezione di "Toys" in dialogo con arredi e oggetti progettati con ironia in omaggio al mondo dell'infanzia

MyOwnGallery
7 Luglio - 28 Luglio 2017
Via Tortona 27 bis, Milano
TOYS
opere inedite "Toys", in occasione di MiArt 2017 e della Milan Design Week 2017

MyOwnGallery e art.box
via Tortona 27 Milano
30 marzo- 30 aprile 2017
DRESS TOTEM A STEP ART FAIR
Una selezione di Dress Totem alla prima fiera d’arte italiana dedicata alla scultura.

Milano Scultura - Step Art Fair
Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4, Milano
7-9 Ottobre 2016
POP DOLLS
Al SuperDesign Show, nel Basement, un nuovo appuntamento con le Dolls di Lucchini.

Basement
Superstudio Più
12-17 Aprile 2016
ALL YOU NEED IS WHITE
Il verso della famosa canzone dei Beatles ispira il titolo della mostra di Flavio Lucchini in occasione di Expo 2015 e i saloni fashion White.

MyOwnGallery
art.box
Superstudio Più
20 Giugno - 30 Settembre
IMAGINATION
Durante la Design Week 2015, nuovo progetto di Superstudio per la Design Week, e in occasione dell'apertura Expo Milano 2015, dialoghi tra arte e design a cura di Gisella Borioli e Lella Valtorta.

MyOwnGallery - Superstudio Più
14 Aprile - 14 Maggio 2015
FASHION ART
Come precursore e inventore del concept "Fashion Art", Flavio Lucchini è invitato ad esporre nel Principato di Monaco.

Galleria Carré Doré
5 rue Princesse Caroline,
31 luglio - 16 settembre 2014
BON BON ART
La mostra "Bon Bon Art" di Flavio Lucchini in MyOwnGallery, in occasione di Golosaria

Superstudio Più
16 - 18 Novembre 2014
I BURQA DI FLAVIO LUCCHINI AL TODI FESTIVAL
I Burqa di Flavio Lucchini a Palazzo del Vignola per il Todi Festival.
23 agosto - 1 settembre 2013
GOLEAD’OR
Mario Balotelli e gli altri miti del calcio.

UnderGallery, Superstudio Più
20 febbraio - 20 maggio 2013
SUL SOGNO DEL CORPO CHE 'ABITA'
Mostra antologica a Palazzo Ducale. Installazioni site-specific.
Opere dal 1990 al 2012.
A cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini
22 settembre - 28 ottobre
FLAVIO LUCCHINI A MINIARTEXTIL, MONTROUGE
Collettiva:
Miniartextil 2012
Hotel de Ville, Montrouge
4 - 24 febbraio 2012
POKER
Collettiva:
Lucchini Cassarà Thorimbert Zorat
MyOwnGallery
18 Gennaio - 29 Febbraio
lun - ven. 10.00/18.00
BIENNALE DI VENEZIA - PADIGLIONE ITALIA, TORINO
Torino Palazzo dell'Esposizioni, Sala Nervi

17 Dicembre - 30 Gennaio
WHAT WOMEN WANT(?) MILANO
Personale di Flavio Lucchini
in MyOwnGallery
a cura di Alan Jones
14 - 22 dicembre 2011
10 - 16 gennaio 2012

"ENERGHEIA" MINIARTEXTIL COMO 2011
Una selezione dalla più importante collezione di arte tessile contemporanea.
Progetto di Arte&Arte a cura di Luciano Caramel.
Basilica di S. Francesco, Fondazione Antonio Ratti, Como.
24 Settembre - 20 Novembre 2011


COLORAMI
Un’installazione dedicata al colore, a cura di Color Coloris
Rho Fiera all’interno di AbitaMi
8-11 settembre
BIENNALE DI VENEZIA - PADIGLIONE ITALIA, REGIONE LOMBARDIA
Collettiva a cura di Vittorio Sgarbi

Palazzo della Regione - via Galvani 27, Milano
27 giugno 2011 - settembre 2011
SIGN OFF DESIGN
Collettiva a cura di Luca Beatrice
Venezia, Chiostro della SS.ma Trinità - Archivio di Stato di Venezia
03 giugno - 31 ottobre 2011

Vernissage Giovedì 2 giugno 2011, h. 19:00
WHAT WOMEN WANT(?)
Personale di Flavio Lucchini
Riva S. Biagio/Arsenale Space - Castello 2145, Venezia

presentazione di Alan Jones
4 giugno/27 novembre 2011, h. 12:00 – 19:00 (lunedì chiuso)

Vernice 1-2-3 giugno (all day)
100 ARTWORKS/20 YEARS ARCHIVE
Personale di Flavio Lucchini
in MyOwnGallery
progetto di Gisella Borioli

18 giugno - 14 ottobre 2011
SACRO E PROFANO
Personale di Flavio Lucchini in MyOwnGallery, a cura di Gisella Borioli.

15 Gennaio - 15 Febbraio 2011
DADAUMPOP - THE ITALIAN NEW POP
a cura di Igor Zanti
BMB Gallery (Mumbai), 7-15 Gennaio 2011
Rabindranath Tagore Centre (Calcutta), 4-18 Febbraio
Italian Cultural Centre (New Delhi), 4-20 Marzo
OPEN 13 - Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni
a cura di Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa.
Venezia Lido e Isola di San Servolo.
In concomitanza con la 67° Mostra del Cinema di Venezia.

1 Settembre - 3 Ottobre 2010
THE VOGUE LESSON
Antologica 1990-2010
a cura di Luca Beatrice
Art Point, (con)TemporaryArt
22-30 Marzo 2010
BURQA/ TODAY TOMORROW
Personale di Flavio Lucchini in MyOwnGallery.

1 febbraio - 12 marzo 2010
DREAMS
Personale di Flavio Lucchini in MyOwnGallery, a cura di Gisella Borioli.

18 Gennaio - 31 Marzo 2009.
NEW ART, NEW POP III - PER ASPERA AD ASTRA
Galleria dell'Ombra, Brescia. Collettiva a cura di Igor Zanti.

11 Dicembre 2008 - 31 Gennaio 2009.
FLAVIO LUCCHINI A SHANGHAI PER MASTERS OF BRERA
Museo Nazionale Liu Hai Su Art Centre, Shanghai.

28 Novembre - 10 Dicembre 2008.
FLAVIO LUCCHINI - DOPPIA MOSTRA PERSONALE A TREVISO
Galleria Polin, Treviso. A cura di Igor Zanti.
21 novembre - 10 dicembre 2008
AVVENIRISMO 3535- SECONDA EDIZIONE
Sculture nel parco. Collettiva a cura di Annalucia Fraschetti. Acquario Civico, Milano.
3 Ottobre 2008 - 6 Gennaio 2009
DOLLS & DOLLS
Officina Contemporanea, Verona
17 Ottobre - 16 Novembre 2008
BLACKCODE/DRESSCODE
MyOwnGallery, Milano.
20 Settembre - 31 ottobre 2008
BON BON ART
art.box, Milano. Maggio - Giugno 2008
FLAVIO LUCCHINI: L'ARTE DIALOGA COL DESIGN
Basement, Superstudio Più, Milano.
Aprile 2008.
MARSHMALLOWS
Aspettando MiArt- (con)Temporary Art. Under Gallery, Milano.
Aprile 2008
GOLD/ZERO KARATI
Collettiva. MyOwnGallery, Milano.
Febbraio - Marzo 2008
DESIGN DOLLS
Collettiva. Triennale di Milano, Dicembre 2007
FLAVIO LUCCHINI RELOADED: DOLLS, TOTEM, GOLDEN AGE
art.box, Milano.
Novembre 2007 - Giugno 2008
CHECK- IN...
Collettiva. Bonelli Lab, Cannetto sull'Oglio. Maggio - Settembre 2007
COME TO LIGHT
Collettiva. Nhow Art Hotel, Milano.
Maggio 2007
UNREAL FLOWER
Collettiva. MyOwnGallery, Milano.
Maggio - Giugno 2007
COWPARADE
Collettiva nelle strade di Milano.
Aprile - Giugno 2007
FLOWERS
Under Gallery, Milano. Design Week, Aprile 2007
DOLLS - FIRENZE
Galleria del Palazzo, Firenze. Gennaio 2007
AVVENIRISMO 3535
Orto Botanico di Brera, Milano.
Ottobre - Dicembre 2007.
OCCHI NEGLI OCCHI
Collettiva. MyOwnGallery, Art Verona 06. Ottobre 2006
LUCCHINI-GASTEL: VISIONI PARALLELE
MyOwnGallery, Milano. Ottobre- Novembre 2006
ARTISTI CONTEMPORANEI
Collettiva per un giorno solo. Flavio Lucchini espone le Dolls. Sala Panoramica, Castello Sforzesco, Milano. 14 Ottobre 2006
IDEE/ BARI
Collettiva. Santa Scolastica, Bari. Ottobre 2006
RECENT WORKS
Antologica. MyOwnGallery, Milano. Settembre- Ottobre 2006
DOLLS
MyOwnGallery, Milano. Marzo- Giugno 2006
IDEE/ MILANO
Collettiva East End Studios, Milano. Aprile 2006
FLAVIO LUCCHINI, PERSONALE
Hilton Hotel, Milano.
Dicembre 2006 - Febbraio 2007
WHITE E ALTRE OPERE
Mostra permanente. Bassorilievi bianchi, sculture oro, altri lavori. Villersexel Home Gallery, Parigi. Febbraio 2006.
DRESS ART
Ultime Sculture, MyOwnGallery. Milano, Novembre 2004 - Gennaio 2005
FANTASMI
Collettiva Palazzo Visconti-Spinola. Genova, Novembre 2005
A SOLO EXHIBITART(VERONA
Verona. Ottobre 2005
DRESS MEMORY
Design Connection. Milano, Aprile 2005
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DRESS ART. MyOwnGallery, Milano. Novembre- Gennaio 2005 La galleria MyOwnGallery inaugura la propria attività con le ultime sculture dell’artista-residente Flavio Lucchini, che attraverso la sua Dress-Art da anni indaga in profondità il rapporto tra arte e moda. La mostra è curata da Martina Corgnati Il Fantasma dell'Abito Flavio Lucchini è dichiaratamente innamorato di Canova perché, a parer mio, si identifica nel tentativo di quest’ultimo, volto a sottrarre la bellezza all’effimero. Non a caso il suo lavoro sulla scultura condotto negli ultimi quindici anni risponde a un’esigenza simile. Trascurando, per il momento, i grandi bassorilievi e totem in metallo, che richiedono un’analisi specifica, e concentrandosi invece sui recenti bassorilievi e sculture in gesso e soprattutto fibra e resina più o meno laccata e lucida, risulta subito evidente come lo sguardo dell’artista, abituato nei decenni di ideazione e direzione delle migliori riviste di moda italiane (da Vogue a Mondo Uomo, da Lei a Moda) a interpretare, scegliere, apprezzare, decodificare l’abito, l’immagine, il corpo trasfigurato, abbia cercato con cura, immensa dedizione e illimitato impegno, il modo giusto di fissare l’impressione di bellezza assorbita e decantata nel corso di una vita intera in forme più stabili e più perfette di una fotografia stampata su carta patinata. <>, dichiara. Ecco quindi che questo mondo transeunte, questo precipitato di attualità che si chiama made in Italy e che Lucchini stesso ha grandemente contribuito a creare negli anni della militanza giornalistica, si purifica in forme plastiche perfette, superfici illese, seducenti, preziosamente increspate; oppure solcate da pieghe geometriche, da angoli e spigoli e protuberanze taglienti. Superfici sempre ambigue: infatti se a una distanza adeguata emerge chiaramente riconoscibile la forma dell’abito, il simulacro del corpo femminile ricreato dal rivestimento, avvicinandosi di più l’occhio si perde nel paesaggio di rilievi e depressioni, di acuti improvvisi e larghe campiture che sembrano disperdersi in lontananze imprecisate… Si tratta, in ogni opera, di forme pure, vuote, inabitabili da qualunque corpo, da qualunque soggetto troppo definito. Il vestito, infatti, è soggetto in se stesso e non ha bisogno di ulteriori giustificazioni se si esclude, forse, la memoria del panneggio, che lo abita sempre. Non per nulla, ben prima e ben al di là della moda, i percorsi della pittura e della scultura si possono considerare anche dall’angolo visuale delle rappresentazioni di tessuti, di broccati, sete, tappeti, di veli e mantelli che trasfigurano le forme dei corpi, di lembi quasi viventi che occultano visioni proibite, oppure di accessori preziosi che nobilitano santi e vergini e personaggi storici. Flavio Lucchini lo sa e, pur senza perdersi nell’oceano di citazioni e rimandi possibili, mostra una certa delizia a indugiare nella possibilità di un panneggio puro, decantato e in un certo senso “liberato” dal tema principale. Per questo, se mai si potesse scrivere una storia attendibile del panneggio (a mia conoscenza, un’impresa che non ha ancora tentato nessuno) i bassorilievi dell’artista dovrebbero esservi necessariamente inclusi, quasi alla stregua di conclusione e di meditazione. Dai precedenti Dress Memory, bassorilievi bianchi come futura “archeologia della moda”, sono nati gli ultimissimi Ghost che, ancora una volta, si protendono nelle tre dimensioni, rinunciando alla sicurezza conclusa del proprio candido involucro; forme sempre morbidissime ma ora decisamente più coraggiose, configurazioni astratte sospese nel vuoto del nostro spazio. Perché ghost? Queste presenze monumentali, affrancate dalla simulazione guidata del rilievo, dove lo sguardo non può perdersi trattenuto com’è dal limite della “finestra” plastica ritagliata dall’artista, si stagliano intorno a noi con la perentorietà di autentiche icone. Sembra che Lucchini si ponga sempre meno il problema della loro identità. A volte, infatti, la fantasia corre involontariamente verso il mondo vegetale, come se l’esuberante ricchezza del tessuto si trasformasse in un florilegio di viticci, in una composizione di chiome rigogliose e prorompenti. Metamorfosi, latenti, di un’opera aperta, consapevole del surrealismo trasfigurato di Tanguy, di Max Ernst, di Toyen. Sono fantasmi di ricordo, elementi che affiorano e sembrano occupare la coscienza. La loro magniloquenza e monumentalità non impedisce all’artista di curarne tutti i particolari, di modellarne accuratamente ogni curva e ogni increspatura. Si tratta, in un certo senso, di progressive traduzioni di scala, di passaggi dal piccolo, e indefinito, al grande e precisissimo. Certo che in queste forme, a ben guardare, si riconosce con chiarezza una manica, una scollatura, un modello; ma l’evidenza si appanna, un attimo dopo, per cedere il passo a un’altra possibilità, un cuneo, un tronco, una sequenza di piani sbalzati. Apollo e soprattutto Dafne: la classicità è ricchissima di metamorfosi, di trasformazioni subitanee, di colpi di scena. Nel vestito, o meglio nella sua traccia plastica, Lucchini ritrova l’interprete perfetto della licenza poetica e dell’esuberanza creativa del racconto antico. Nell’abito, con l’abito si può tutto, anche ricreare da capo una specie di mitologia della forma dato che poi, in fondo, l’arte produce sempre, quasi inevitabilmente, un contatto colla dimensione mitica. Martina Corgnati


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