



Dal 6 febbraio Milano cambia pelle: con MuseoCity e la sezione "Musei in Vetrina", l’arte esce dai musei e conquista la strada, per tutta la durata dei Giochi Olimpici e fino al 15 marzo. Oltre venti gallerie e negozi diventano palcoscenici inaspettati per opere, oggetti e materiali d’archivio provenienti da più di trenta musei, trasformando la città in un museo diffuso da scoprire passo dopo passo, vetrina dopo vetrina. Tra gli indirizzi da segnare in agenda c’è via della Spiga 26, dove il FLA FlavioLucchiniArt Museum porta due opere di Flavio Lucchini — Dress Memory n.44 e Dress Memory n.45 — nella vetrina dello storico Atelier Emé, maison italiana di abiti da sposa e occasionwear dal 1961.
Qui l’abito non si indossa: si contempla. I Dress Memory sono visioni essenziali, bassorilievi bianchi in fiberglass che fissano l’emozione di un vestito, muovendosi sul confine sottile tra moda, memoria e arte. Un incontro naturale con l’estetica di Atelier Emé, dove il vestire diventa racconto e identità. A suggellare questa liaison tra arte e couture, il 4 marzo Atelier Emé aprirà le porte al pubblico per una presentazione speciale delle opere, accompagnata da un cocktail di benvenuto.
Da non perdere, anche una seconda vetrina dedicata a Flavio Lucchini: in art.box, la window gallery di Superstudio Più, altri Dress Memory raccontano l’estetica dell’artista, attraverso le lavorazioni più sofisticate del tessuto, impresse per sempre nella materia.
Dress Memory n˚44 nella vetrina di Atelier Emé
Dress Memory n˚44 nella vetrina di Atelier Emé
Dress Memory n˚44 nella vetrina di Atelier Emé
Dress Memory nella vetrina art.box
